Rapporto annuale 2025-2026

Il mio primo anno di presidenza volge già al termine. Incredibile come sia volato il tempo.
Nicolas von der Weid, Presidente
La nostra società sta bene e continua a crescere: un anno fa contava 3276 membri, oggi siamo 3361. Se non fosse per i problemi legati al conferimento dei titoli da parte dell’ISFM, il numero dei membri ordinari sarebbe anche più elevato (attualmente 2675). È particolarmente bello constatare che anche il numero di membri assistenti è in aumento (60 in più nel 2025), perché una società deve rinnovarsi e rimanere attrattiva anche per le nuove generazioni. A questo proposito, abbiamo partecipato a diversi workshop e discussioni con i medici assistenti (un simposio e un incontro con il GI delle cliniche pediatriche) incentrati sulla problematica del loro perfezionamento. Un documento di posizione che riassume il simposio è già stato pubblicato e ne seguirà un altro per il GI. L’obiettivo è trovare un buon equilibrio tra le esigenze delle cliniche (il numero di ore dedicate alla cura dei pazienti) e una formazione ottimale dei nostri giovani colleghi. Un ringraziamento va ai loro rappresentanti nel Comitato e a questi incontri, nonché ai primari degli ospedali per la loro apertura mentale e la ricerca di soluzioni comuni accettabili per tutti, in tempi difficili dal punto di vista finanziario.
pediatria svizzera continua a impegnarsi a fondo nel perfezionamento e nell’aggiornamento continuo; il congresso a Losanna ne è un ottimo esempio, così come il successo di Paediatrica, la cui redazione ringrazio. Gli argomenti trattati nella nostra rivista sono in genere molto apprezzati, con qualche eccezione come il numero dedicato alla medicina integrativa che ha suscitato alcune osservazioni e critiche che, del resto, avevamo anticipate.
La nostra piattaforma di e-learning riscuote sempre più successo, sia tra i colleghi giovani che tra quelli meno giovani, consentendo a chiunque di conseguire i crediti necessari per ottenere o rinnovare il titolo di specialista, indipendentemente dal luogo e dal momento, offrendo una grande flessibilità oggi indispensabile.
Su richiesta del Collège A, la commissione di formazione perfezionamento professionale e quella d’esame hanno esaminato la struttura del nostro esame, criticata anche da una parte dei candidati. La questione centrale è se passare all’esame europeo, in inglese per tutti, con 120 domande a scelta multipla. Cinque medici assistenti sono andati, su nostra richiesta, a sostenere questo esame nel novembre 2025; tutti lo hanno superato e 4 di loro avevano superato lo stesso anno anche l’esame svizzero. L’impressione generale è stata positiva, con un’ampia copertura di praticamente tutto lo spettro del perfezionamento attraverso brevi casi clinici chiaramente formulati; il livello di difficoltà era adeguato, paragonabile a quello dell’esame svizzero. A causa delle sue difficoltà interne, l’ISFM ha istituito una moratoria su tutti i programmi di perfezionamento, esami compresi, il che ha impedito finora qualsiasi riforma in materia. Tuttavia, abbiamo recentemente chiesto all’ISFM se sia possibile prevedere una deroga parziale riguardante esclusivamente l’esame e siamo ora in attesa della risposta.
pediatria svizzera si è battuta in prima linea per difendere gli interessi di SwissPedDose, il cui sostegno finanziario da parte della Confederazione, attraverso l’UFSP, è stato bruscamente interrotto alla fine del 2025, non per motivi legati a una qualità insufficiente del progetto ma semplicemente – come succede quasi sempre – per ragioni finanziarie e misure di risparmio. Insieme alle cliniche del Collège A (che ringrazio), pediatria svizzera garantisce un finanziamento minimo affinché il progetto possa sopravvivere e ha chiesto, tramite i suoi canali politici, una modifica legislativa che precisi che il CF «deve» e non «può» sostenere questo programma essenziale per un dosaggio corretto e sicuro dei medicamenti. È previsto un nuovo incontro con l’UFSP nel 2027. Nel frattempo i lavori proseguono dietro le quinte.
Da inizio anno è in vigore il nuovo TARDOC. È ancora troppo presto per dire se apporti i miglioramenti tariffali ardentemente auspicati da tutti noi e accettati in linea di principio dalla politica. I primi riscontri degli studi medici mi sono sembrati positivi; per gli ospedali, invece, la situazione è diversa, in particolare per i loro servizi di pronto soccorso. Affaire à suivre.
Un altro tema ricorrente nel campo della politica professionale è quello della carenza di pediatri, soprattutto attivi in studio privato. Lo studio commissionato all’ISPM dell’Università di Berna (Prof. Claudia Kühni) mostra, sia nel questionario rivolto ai professionisti che in quello rivolto ai genitori, che il problema è reale, già grave, e che esistono forti disparità nella densità della copertura pediatrica (Svizzera latina vs. Svizzera tedesca, città vs. campagna) con zone totalmente prive di copertura pediatrica. Per ragioni ben note, se non si interviene questa carenza rischia di aggravarsi. Le università hanno già iniziato a reagire formando un maggior numero di medici. La sfida è ora di riuscire a orientare le nuove leve verso le cure di base, la medicina generale e la pediatria. Il ruolo degli ospedali qui è evidente, così come l’importanza di inserire nella formazione un periodo in ambulatorio. Sembra inoltre chiaro che la retribuzione dei professionisti attivi nella medicina di base influisce sulla scelta dei nostri giovani colleghi. pediatria svizzera segue da vicino questo dossier, tra l’altro interagendo con il gruppo parlamentare che potrebbe lanciare un’iniziativa parlamentare ancora quest’anno.
Un lavoro molto importante portato a termine quest’anno è quello relativo alle curve di crescita proposte dal gruppo (PEZZ) del Prof. Urs Eiholzer. Queste nuove curve hanno potuto vedere la luce grazie a voi, pediatri attivi in studio nelle tre regioni della Svizzera, e al vostro impegno. Grazie al lavoro delle commissioni adiposità e curve di crescita, siamo ormai in dirittura d’arrivo e potremo stampare e distribuire le nuove curve a breve. Un parto molto lungo, piuttosto doloroso, ma riuscito! Grazie a tutte le persone che si sono impegnate in questo progetto.
Vi invito inoltre a leggere i rapporti dei numerosi gruppi di lavoro e delle commissioni attive nella nostra società. Il lavoro svolto è notevole, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo. Ne è un esempio il gruppo di lavoro che si dedica al libretto della salute e alla sua digitalizzazione, un compito complesso dal punto di vista tecnico (IT) e finanziario (sponsorizzazioni), ma che procede bene. Grazie a tutte le colleghe e i colleghi che vi dedicano tanto tempo ed energie.
Un altro aspetto molto positivo, a mio avviso, è la collaborazione con le organizzazioni a noi vicine: Medici di famiglia e dell’infanzia Svizzera (mfe), Kinderärzte Schweiz e AllKidS. Abbiamo collaborato su numerosi temi, come ad esempio vaccinazioni in farmacia, ruolo e posizione delle ostetriche nelle cure ai bebè, tariffe, perfezionamento e aggiornamento continuo. Insieme siamo più forti, soprattutto se rispettiamo le nostre differenze e le nostre specificità.
Naturalmente, restano molte sfide per noi pediatre e pediatri e per la nostra società. Il comitato che mi affianca e l’ufficio di Friburgo diretto da Claudia Baeriswyl, che ringrazio qui di cuore, ne sono consapevoli e seguono da vicino questi dossier, nel nostro interesse comune e soprattutto nell’interesse dei nostri pazienti.
La nostra gioventù merita una pediatria svizzera forte! Grazie per il vostro sostegno, la vostra partecipazione attiva e i vostri incoraggiamenti. Ne abbiamo tutti bisogno, in un mondo impazzito per colpa di alcuni tiranni.
Nicolas von der Weid
Presidente
pediatria svizzera
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